Lussazione del Cristallino: Approcci Chirurgici nelle Contusioni Oculari Post-Traumatiche

La lussazione del cristallino nel vitreo è una complicanza piuttosto rara nelle contusioni oculari. In questi casi si può procedere con una vitrectomia posteriore utilizzando il perfluorocarbone liquido (PFL) per cercare di estrarre la lente.

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In molti casi la lente è dislocata nel centro del vitreo poiché la rottura nella zona fibrosa è incompleta. Bisognerebbe prendere in considerazione un trattamento chirurgico per il trattamento di questi pazienti con una dislocazione incompleta della lente nel vitreo. È stata studiata una nuova procedura chirurgica, così come le sue complicanze e i suoi aspetti.
È stata realizzata una linea guida dall’Associazione americana di chirurgia oculistica traumatica conducendo uno studio retrospettivo di 21 mesi. Nei casi post-traumatici non vi erano alterazioni dell’iride e in un caso il trauma era avvenuto 35 anni prima, negli altri due anni prima. In nessun caso vi era la presenza di glaucoma o ipotono e l’esame del fundus era possibile prima dell’intervento, attraverso una oftalmoscopia indiretta. Non è stato necessario effettuare esami ad ultrasuono per escludere distacchi retinici o della coroide. In tutti i pazienti l’acuità visiva corretta era meno di 1/10.
I pazienti sono stati sottoposti a tecnica chirurgica con un approccio limbare e via pars plana, utilizzando un’infusione di viscoelastico. Quando la lente è dislocata posteriormente nel centro del vitreo è importante notare in quale meridiano la zona fibrosa è ancora in buone condizioni. Una valutazione delle lenti deve essere effettuata con i midriatici sotto il microscopio operatorio, mentre il paziente è supino.
In un secondo tempo si effettua una sclerotomia via pars plana a 3 mm dal limbus con un bisturi per chirurgia microvitreoretinica. Si è consigliato di usare una cannula da 6 mm che penetra meglio attraverso la pars plana e nella cavità vitreale. La cannula è collegata per l’infusione del viscoelastico. Si utilizza un sodio ialuronato di media viscosità in una soluzione di 1.2%, il suo peso molecolare è di un milione di dalton e la sua pseudoplasticita va da 6.000 a 11.600.
Non si consiglia il viscoelastico ad alta viscosità poiché è spesso aspirabile con il taglio del vitreo. Una volta rimosso il vitreo anteriore, l’infusione di viscoelastico compensa il volume dell’occhio al fine di mantenere la pressione intraoculare. Con l’infusione del viscoelastico nella camera anteriore la lente si va a posizionare al centro della pupilla. La lente può essere rimossa sia con la tecnica di estrazione di cataratta EEC oppure può fuoriuscire spontaneamente. Questo può accadere perché non c’è molto vitreo sopra la lente e l’infusione di viscoelastico rende possibile mantenere la lente della capsula anteriore a livello dell’iride.
Infine dopo aver sostituito il viscoelastico, con una soluzione salina bilanciata si continua con la vitrectomia anteriore per rimuoverne il vitreo rimanente, e aspirare la maggior quantità possibile di viscoelastico. Una iridectomia basale è necessaria per precludere il rischio di ipertensione oculare. Dopo l’intervento il paziente viene visitato dopo un giorno, dopo una settimana, dopo un mese, dopo tre mesi, dopo sei mesi e dopo un anno. Viene fatto il test dell’acuità visiva con e senza correzione, la misurazione del tono intraoculare, l’esame del fondo con dilatazione e l’esame della periferia retinica.
In quattro dei cinque occhi esaminati la migliore acuità visiva corretta è stata di 8/10, a seconda della condizione della macula e dell’età. Un’acuità visiva inferiore a 1/10 è stata evidenziata in un paziente con retinopatia senile. Non sono state rilevate complicanze durante l’intervento, né infiammazioni intraoculari, edema corneale o distacco retinico. L’estrazione della lente dislocata è necessaria a causa dei rischi che può comportare una lussazione completa. Si potrebbe richiedere infatti una complessa operazione con vitrectomia completa per la risoluzione del danno.